Home > Blog > Nuovo regime forfettario 2016

Nuovo regime forfettario 2016

scritto da davide fabbri il 31 dicembre 2015

Approvata con la legge di stabilità per il 2016 l’ennesima modifica al regime dei minimi o forfettario.

Le modifiche rispetto al discusso regime forfettario 2015 non sono molte ma sostanziali.

Permane il metodo a forfait nel calcolo delle imposte in percentuale ai ricavi ma viene previsto un considerevole innalzamento generale dei limiti di fatturato, la critica più pesante mossa verso il precedente impianto normativo erano infatti gli esigui limiti di fatturato previsti per l’accesso e la permanenza nel regime. Si riporta di seguito la tabella inizialmente in allegato alla legge di stabilità per il 2015 aggiornata con le nuove modifiche approvate:

tabella 2016

Possono accedere al nuovo regime forfettario i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente:

  1. hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nella tabella sopra indicata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata;
  2. hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti, collaboratori anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto;
  3. il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro. Ai fini del calcolo del predetto limite:

– per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;

–  per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.  917 del 1986, e successive modificazioni;

–  i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente (es. autovetture), concorrono nella misura del 50 per cento;

–  non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a euro 516,46.

–  non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione.

Ai fini dell’individuazione del limite dei ricavi e dei compensi per l’accesso al regime:

  1. Non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore;
  2. Nel caso di esercizio contemporaneo di due attività si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività.

Il regime forfettario in via generale è comunque precluso:

  • Alle persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini iva e di altri regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • Ai soggetti non residenti ad eccezione di quelli che sono residenti negli stati membri dell’Unione europea e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • Ai soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricato o porzioni di fabbricato o di terreni edificabili;
  • Agli esercenti attività d’impresa, arte o professione che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività a società di persone o a società a responsabilità limitata in trasparenza.
  • Ai soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilato eccedenti l’importo di euro 30.000; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

I contribuenti che aderiscono al nuovo regime determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto per la loro codice ATECO e desumibile nella tabella di cui sopra. Sul reddito imponibile così determinato si applica un’imposta sostitutiva sui redditi, delle addizionali regionali, comunali e dell’Irap pari al 15%.

MINIMI2

Al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, l’aliquota del 15% è ridotta al 5% a condizione che:

  1. Il contribuente non abbia esercitato nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività altra attività artistica professionale ovvero d’impresa anche in forma associata o familiare;
  2. La nuova attività intrapresa non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il cosi in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  3. Qualora si prosegua attività svolta in precedenza da altri soggetti l’ammontare dei relativi ricavi e compensi realizzati da quest’ultimi nel periodo d’imposta antecedente a quello di riconoscimento del beneficio non sia superiore ai limiti previsti per l’accesso al regime i via generale in base alla tabella prevista.

Tale agevolazione si applica, se rispettate le condizioni di cui sopra, anche a coloro che hanno iniziato l’attività nel periodo d’imposta 2015.

Il reddito forfettario determinato nel modo sopra specificato costituisce base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta ai fini previdenziali ridotta del 35%. Tale regime è applicabile anche per i contribuenti esercenti attività d’impresa.

I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta.

Il regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni necessarie per l’accesso al regime. E’ ovviamente possibile se ritenuto non conveniente per il contribuente optare per l’applicazione del regime ordinario rinunciando al regime forfettario mediante apposita istanza.

Permangono anche nel presente regime forfettario le agevolazioni previste per i precedenti regimi minimi in termine di registrazione e tenuta delle scritture contabili, paritetico è anche il trattamento ai fini iva in quanto il contribuente che accede al regime cessa di applicare il regime ordinario di rivalsa. Il contribuente minimo sarà quindi esonerato dal versamento dell’Iva salvo il caso in cui ponga in essere operazioni per le quali risulti debitore d’imposta (es. reverse charge). L’iva a credito eventualmente risultante dell’ultima dichiarazione può essere richiesta a rimborso oppure utilizzata in compensazione.

Considerato che tale nuovo regime ha sostituito tutti i precedenti regimi agevolativi non esitate a contattare lo studio match advisory al fine di ricevere informazioni più approfondite e insieme ai nostri esperti valutare la convenienza e le possibilità di adesione, nonché se lo riterrete opportuno l’espletamento di tutte le pratiche eventualmente necessarie.

Nome (*)

Cognome (*)

Email (*)

Messaggio

accetto l’informativa sulla privacy

Trattamento dei dati personali come da D.lgs 196/2003

Compilando ed inviando il modulo di contatto, si accetta quanto segue (in conformità con il D.Lgs. n.196/2003 sulla privacy). I dati anagrafici forniti saranno utilizzati, esclusivamente per elaborazioni interne o per l'invio da parte del titolare di comunicazioni ed offerte. Essi non verranno comunicati o diffusi a terzi. L’interessato gode dei diritti di cui all’ art. 7 D.Lgs. n.196/2003. Per esercitare tali diritti l'interessato dovrà rivolgere richiesta inviando una email all'indirizzo di posta elettronica info@wematch.it