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Il reverse charge secondo match

scritto da Simone Martini il 11 settembre 2015

Continuano gli interpelli interpretativi sulla nuova normativa in merito alle spese di installazione e manutenzione impianti su immobili

Per conto di una società cliente anche match ha presentato istanza di interpello chiedendo la soluzione interpretativa ad una fattispecie concreta

Ecco cosa ha risposto l’agenzia delle entrate

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Come sappiamo tramite l’interpello il contribuente può rivolgere all’Agenzia delle Entrate un quesito prima di attuare un comportamento fiscalmente rilevante, per ottenere chiarimenti in merito all’interpretazione di una norma obiettivamente incerta. La soluzione è da applicarsi a casi concreti e personali.

Match ha proposto, per conto di un suo cliente, un’istanza di interpello che può essere interessante per una platea più ampia e comunque per tutte quelle società o ditte individuali che si trovano ad operare nel settore della installazione di impianti su edifici.

La società istante opera principalmente nei confronti di committenti che le affidano la realizzazione completa degli impianti per nuovi edifici in costruzione. A fronte di tale attività la società riceve un corrispettivo comprensivo della manodopera e del materiale necessario. Tale materiale viene acquistato presso altri fornitori ed il suo valore è notevolmente superiore rispetto al costo della manodopera.

Atteso che la complessità degli appalti conferiti non consente la suddivisione tra i costi per la manodopera e i costi per il materiale, la società istante chiede se le suddette operazioni rientrino nell’ambito applicativo del reverse charge di cui all’art. 17, comma 6, lett. a-ter), del D.P.R. n. 633 del 1972 e propone la seguente soluzione interpretativa.

Nella fattispecie tali operazioni non possono essere configurate come una mera fornitura di materiale con relativa posa in opera. In base all’interpretazione letterale della risoluzione 220/E del 10 agosto 2007nell’ipotesi in cui siano poste in essere sia prestazioni di servizi che cessioni di beni, occorrerà far riferimento alla volontà contrattualmente espressa dalle parti per stabilire se sia prevalente l’obbligazione di dare o quella di fare. Se la volontà contrattuale è quella di addivenire ad un risultato diverso e nuovo rispetto al complesso dei beni utilizzati per l’esecuzione dell’opera, allora la prestazione di servizi si deve considerare assorbente rispetto alla cessione del materiale impiegato. Nella fattispecie, alla luce della succitata risoluzione, la società istante ritiene che, sebbene nelle opere realizzate il valore del materiale fornito sia superiore alla prestazione di servizio offerto, le opere commissionate siano da considerare integralmente come prestazione di servizi e quindi l’intero corrispettivo pattuito rientri nell’ambito di applicazione del sistema del reverse charge e che le relative fatture debbano essere emesse senza addebito dell’iva.

L’Agenzia delle Entrate ha pienamente confermato la soluzione data dalla società istante e da match, assicurando così la liceità dell’operato della società in materia di iva e reverse charge.

Se anche Voi avete incertezze sull’applicazione del reverse charge o di norme effettivamente di dubbia interpretazione potete sfruttare l’istituto dell’interpello, rivolgendovi allo staff di match per ogni ulteriore chiarimento!

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