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iva su commercio elettronico

scritto da federica bini il 15 febbraio 2015

A partire dal 01.01.2015 sono state introdotte nuove regole ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le operazioni di commercio elettronico diretto, nei Paesi dell’UE.
Per prima cosa distinguiamo cosa è il commercio elettronico diretto e quello indiretto.
Nel primo caso si ricomprendono tutte quelle operazioni che hanno per oggetto la cessione in forma digitale, cioè l’invio attraverso un canale elettronico, di un servizio, in cui sia l’operazione commerciale che la consegna avvengono solo on-line.
Ad esempio la fornitura di prodotti digitali, software e loro aggiornamenti, offerte di servizi internet (telefonia, musica, app).
Nell’altro caso, il commercio elettronico indiretto ha per oggetto la cessione dei beni materiali ordinati on-line (ed eventualmente pagati on-line) e la consegna del bene avviene materialmente (ad esempio tramite corriere).

Novità del commercio elettronico

ecommerce

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La novità riguarda i rapporti B2C (business to consumer): sino ad oggi, tutti i beni non materiali venduti online includevano il valore dell’IVA del fornitore dei servizi; a partire dal primo gennaio 2015 tutti i beni non materiali venduti online si vedranno applicare l’aliquota del Paese del cliente, per l’Italia quindi l’aliquota del 22%; ci potranno essere variazioni nei prezzi dovute alle diverse aliquote applicate dai vari Stati membri.

Si è voluto realizzare l’equiparazione tra la disciplina B2B e B2C, in quanto nel primo caso le prestazioni sono soggette alla tassazione Iva nel paese di destinazione in base alla regola generale del luogo di stabilimento del committente (emissione di fattura ex. Art 7-ter – Iva liquidata dall’acquirente).

M.O.S.S.

Dal 1 gennaio sarà operativo anche il servizio MOSS (Mini One Stop Shop) che consentirà ai prestatori di dichiarare in un solo Stato membro i servizi resi nei confronti di consumatori finali residenti negli altri 27, ma anche di versare l’imposta applicata nel proprio Paese, applicando le relative aliquote e regole di consumo del servizio.

Il soggetto passivo, previa registrazione sul sito www.agenziaentrate.gov.it deve trasmettere la dichiarazione iva trimestrale relative alle suddette operazioni e versare l’iva dovuta allo Stato UE dove è fissata la stabile organizzazione. Quest’ultimo provvederà ad inviare le dichiarazioni e l’Iva incassata ai rispettivi Stati UE di consumo.

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