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L’importanza di gestire le risorse umane

scritto il 6 dicembre 2013

Oltre allo spirito di iniziativa, al dinamismo imprenditoriale, l’attività di impresa necessita di risorse. Spesso si pensa al capitale,ai macchinari o ai software, dando minor rilievo alla valorizzazione della risorsa più importante, quella umana. Risorse umane è un termine usato nel linguaggio manageriale e dell’economia aziendale per designare il personale che lavora in un’azienda e, in particolar modo, il personale dipendente. Probabilmente prima che investire in ITC occorre predisporre, organizzare e valorizzare le risorse umane dell’impresa. Questo comporta investimenti in formazione interna, comporta riflessioni circa le migliori soluzioni organizzative e implica attente valutazioni riguardo i piani di retribuzioni, di carriera e ovviamente anche legati a nuove assunzioni. Se continuassimo a riflettere, andando a fondo, metteremmo forse in imbarazzo chi ritenesse di aver la situazione sotto controllo. Molte sono le variabili psicologiche, emotive, professionali…proprie del personale e molti sono i vincoli normativi in materia. È per questo che molte aziende, anche di piccole dimensioni, hanno specifiche aree funzionali destinate alla gestione del personale.

risorse_umane jpg.Non è raro poi, che certe aziende, presa consapevolezza del problema, (o dell’opportunità), si rivolgano a consulenti esterni, che li guidino in questa valorizzazione e conduzione delle risorse umane. Che ci si avvalga o meno di esperti esterni, una corretta gestione del personale, passa attraverso una efficace programmazione che permetta la valorizzazione delle potenzialità e favorisca il loro incremento. I passaggi possibili sono in primo luogo una valutazione preliminare e un continuo monitoraggio delle qualità e capacità professionali richieste, coerentemente con l’attuale organizzazione dell’impresa e il suo futuro assetto. Questa prima fase valutativa dovrebbe comprendere anche una riflessione in merito alle personalità richieste, non solo alle competenze tecnico-operative. Successivamente si andranno a identificare i possibili interventi da realizzare sull’attuale assetto organizzativo. In particolare occorrerà stabilire una mappa delle professionalità da mobilitare in ragione dei compiti, una procedura di assegnazione dei ruoli, accompagnata da un piano di mobilità interna e da un eventuale piano di assunzioni, comprendenti anche un programma di selezione, addestramento e aggiornamento del personale. Da non trascurare infine sarà l’aspetto del coinvolgimento, in modo che sia sollecitato il massimo impegno, nell’ adempimento dei compiti. A questo scopo occorrerà una sensibilità verso le aspirazioni professionali e le attese dei vari operatori. Andranno allora predisposti piani di incentivi, di carriera e di retribuzione. “L’obiettivo dovrebbe essere quello di attrarre e trattenere professionisti di talento, junior o senior che siano. Soprattutto in tempi di crisi, ogni dipendente rappresenta per un’azienda un investimento che deve fruttare al massimo”. Come dare torto a questo passo tratto da un articolo del Sole 24 ore del 25 febbraio. Le azioni dell’uomo sono quelle che in ultima analisi, possono più di tutte condizionare il realizzarsi dei piani strategici di impresa. Per questo la scelta e la valorizzazione del capitale umano risulta fondamentale. Per riuscirci sono assolutamente necessarie “iniziative di formazione, programmi per fortificare lo spirito di squadra e il benessere organizzativo, attenzione alla diversity e al work-life balance, opportunità di crescita e assessment del personale”. Di nuovo l’articolo di cui sopra coglie in pieno il nostro pensiero. Vorremmo radicalizzare, forzando un paragone fra il dipendente e il consumatore. Entrambi vanno invogliati e stimolati; occorre sensibilità ai differenti bisogni e alle differenti personalità. La critica che ci sarà mossa sarà ovviamente riferita alla scarsità di posti di lavoro, che non pone certo il personale nella stessa condizione di ampia scelta del consumatore. Quello che a noi interessa sottolineare è il fatto che se il dipendente viene trattato con sensibilità alle sue esigenze e coinvolto, in un contesto di squadra, riuscirà a rendere al meglio, risulterà un investimento fruttuoso, perché le sue capacità e il suo impegno saranno stimolati. Per riuscirci sarà fondamentale creare il giusto ambiente di lavoro, a livello di strumenti e di servizi. Molte aziende ormai offrono vari servizi “aggiuntivi” per il personale. Ancora una volta ci pare indicativo l’articolo del Sole 24 ore del 25 febbraio. citazione Sole 24 ore  risorse umane jpg.

Insomma, chi pensava di cavarsela soddisfacendo solo i propri clienti, dovrà ricredersi. Ormai una corretta gestione dell’attività impresa non si basa più soltanto sul positivo esito del confronto produzione/vendite, ma occorre perseguire quello, che in letteratura economica è chiamato “equilibrio teleologico aziendale”, cioè una soddisfazione ragionevole di tutti gli scopi fondamentali che gravitano attorno all’organizzazione. Fra questi centri di interesse essenziali, rientrano a pieno titolo le esigenze del personale. Esso è la risorsa primaria di ogni impresa; gestiamolo e valorizziamolo come tale. Pensi che nella tua azienda il personale sia valorizzato?

 

 

 

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