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Imprese al femminile

scritto il 12 settembre 2013

Ci occupiamo di un tema che ad intervalli regolari, torna a fare la voce grossa nell’ambito della cronaca economica, quello dell’imprenditoria femminile. Secondo i dati di Unioncamere, pubblicati a fine 2011, “sono oltre 1,4 milioni le imprese femminili in Italia, sono più diffuse al Centro-Sud, operano preferibilmente nel commercio, in agricoltura e nei servizi alle persone, dove guidano una impresa su due.” 

Sempre a partire dai dati di Unioncamere i settori che hanno registrato una crescita maggiore di imprese al femminile sono legati alla ristorazione, a certi tipi di servizi (beni per la casa e i servizi alla persona), con valori che sfiorano le 3000 nuove unità nel periodo giugno 2010-11

Quanto invece al profilo territoriale sono le regioni del centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo), ad aver garantito la crescita più elevata, anche se la più dinamica è risultata la Calabria (+1.6%). Vogliamo infine segnalare che il primato di crescita fra le province spetta a Prato, che ha incrementato l’imprenditoria femminile del 3%. A fronte di questi dati possiamo dire che una delle risorse su cui l’Italia può contare per risollevarsi è proprio questo dinamismo e questa grande iniziativa da parte delle donne. È un’opinione condivisa dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, il quale tuttavia fa notare che “sono ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nell’esprimere appieno la propria creatività e professionalità nel mondo del lavoro”. 

Quello tuttavia su cui vogliamo concentrarci in questo articolo sono le agevolazioni concesse in particolari condizioni all’imprenditoria femminile, che costituiscono sicuramente dei passi avanti verso un maggiore equilibrio nel rapporto con l’altro sesso. Per poter ottenere queste agevolazioni occorre presentare un “progetto” di investimento, da parte di  particolari soggetti giuridici:

  • cooperative di persone composte almeno per il 60% da donne
  •  società di capitali in cui almeno 2/3 del capitale e degli organi di amministrazione siano controllate da donne
  • imprese individuali in cui il titolare è una donna
  • tutti gli enti (associazioni, imprese, società di promozione imprenditoriale, centri di formazione) che favoriscono corsi di formazione imprenditoriale e consulenza manageriale a gruppi che per almeno il 70% sono composti da donne.

Possiamo senz’altro dire che il ventaglio di possibilità è piuttosto ampio e variegato; in sostanza è sufficiente che l’impresa abbia una maggioranza rilevante di “quote rosa” per poter ottenere queste agevolazioni. Andiamo allora a spiegare in cosa consistono. In pratica includono dei contributi:

  • in conto capitale per: l’avvio dell’impresa imprenditoriale, l’acquisto di attività preesistenti oppure il rilevamento di un’area aziendale con affitto per almeno cinque anni, la realizzazione di progetti aziendali innovativi, l’acquisizione di servizi reali.
  • agevolazioni per l’acquisto di servizi reali destinati ad aumentare la produttività, sviluppare l’innovazione organizzativa attraverso nuove tecnologie e nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione, nonché lo sviluppo di sistemi di qualità.

In definitiva per l’imprenditoria femminile dinamica e pronta ad investire gli incentivi ci sono. Il messaggio è senz’altro giusto. Ci sentiamo di valutare positivamente queste agevolazioni, che permettono di valorizzare una risorsa dalle grandi potenzialità come l’imprenditoria femminile, che dati alla mano, dimostra di non farsi rallentare dalla crisi, ma cresce come abbiamo visto a ritmi superiori alla media del paese. Sei sorpreso da questi dati? Esponi il tuo punto di vista.

 

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